Segnature: ecco gli ortaggi e frutti che fanno bene agli organi a cui assomigliano

Segnature: ecco gli ortaggi e frutti che fanno bene agli organi a cui assomigliano

18 Febbraio 2021 Off Di R. Cavaglieri

Sorpresa! Ci sono alimenti che portano impressa la “firma”(cioè segnatura) dei loro effetti benefici. Gli antichi lo sapevano, la scienza lo conferma: mantengono in salute gli organi del corpo cui somigliano di più. E’ un gioco della natura che piacerà tanto ai bambini, ma non solo.

Magie della natura

Due rondelle di carota assomigliano alle iridi, un gheriglio di noce è la copia perfetta in versione vegetale dell’encefalo. Sarebbe giusto una curiosità se non fosse che poi, dati scientifici alla mano, questi alimenti si rivelano un toccasana per gli organi corrispondenti. Magie della natura che i nostri antenati avevano scoperto secoli fa, prima ancora che arrivassero le analisi scientifiche. Segnature: gli ortaggi e frutti che fanno bene agli organi a cui assomigliano.

La dottrina delle segnature

E’ la cosiddetta “dottrina delle segnature, sviluppata da antichi medici e alchimisti come Paracelso cinque secoli fa. Secondo questo sistema di pensiero la natura è un unico grande organismo vivente collegato nelle sue parti da segni come firme impresse sui vegetali per orientare noi umani nella scelta di cos’è meglio per curarci e potenziare le difese del corpo.

E’ una teoria valida per le piante medicinali come il ginseng (radice dalla forma antropomorfa, efficace tonico dell’energia) ma che, in Oriente, ha purtroppo dato luogo a degenerazioni per cui le parti di certi animali somiglianti a organi sessuali hanno portato a minacciare gravemente la sopravvivenza di queste specie.

Ma con gli alimenti non si rischia, anzi la dottrina delle segnature può aiutarci ad avere più rispetto per la saggezza della natura e a nutrirci meglio. <Naturalmente, questi alimenti non sono “magici” in sé: per fare davvero bene vanno inseriti in una dieta equilibrata, fresca e attenta alla stagionalità> puntualizza la nutrizionista.

La noce, un cervello in miniatura

Segnature: ecco gli ortaggi e frutti che fanno bene agli organi a cui assomigliano

Aprite una noce e come per magia vi ritrovate a guardare una foto in scala ridotta del vostro cervello, completa di guscio proprio come la scatola cranica. <Le noci sono in effetti un nutrimento doc per il nostro organo più nobile. Ricche di minerali come fosforo e magnesio e di vitamine del gruppo B che sostengono il sistema nervoso contro lo stress> dice Fiorella Coccolo, naturopata e nutrizionista a Milano. <Ma il ruolo più importante è giocato dall’acido alfalinoleico, un acido grasso omega-3 di origine vegetale noto per la sua azione anticolesterolo e per gli effetti antinfiammatori>.

Le noci stimolano anche la produzione di serotonina, ormone del buonumore, e aumentano le difese: una decina di frutti al giorno fornisce inoltre la quantità ottimale di rame minerale indispensabile per il buon funzionamento del sistema immunitario. Segnature: gli ortaggi e frutti che fanno bene agli organi a cui assomigliano.

Le mandorle come l’amigdala

L’amigdala, struttura cerebrale nella zona della tempia, ha un ruolo fondamentale nella gestione delle emozioni come rabbia, paura o felicità. Il suo nome significa mandorla, e assomiglia proprio a questo frutto oleoso. Le mandorle sono anche un toccasana per questa ghiandola: per il mix calibrato di calcio, magnesio e fosforo stabilizzano il sistema nervoso e sono ottimi rimedi antistress.

Guarda gli occhi in una carota

Segnature: ecco gli ortaggi e frutti che fanno bene agli organi a cui assomigliano

Che le carote siano molto salutari per gli occhi è noto. Ma forse non vi siete mai accorti che queste radici, una volta tagliate a rondelle, assomigliano in modo incredibili alle iridi degli occhi. <La carota è una degli alimenti in assoluto più ricchi di vitamina A che contiene sotto forma del suo precursore betacarotene> spiega Fiorella Coccolo. <La funzione più nota dei carotenoidi è partecipare attivamente al meccanismo della visione consentendo di vedere perfettamente non solo di giorno ma soprattutto in condizioni di luce crepuscolare>.

Betacarotene e luteina

I carotenoidi sono anche validissimi antiossidanti che garantiscono protezione a pelle e mucose e rinforzano il sistema immunitario. <Assieme alle verdure giallo arancio e a quelle verde intenso la carota contiene anche luteina, un pigmento che entra a far parte della retina al punto che la sua quantità dipende esclusivamente dalla dieta> prosegue l’esperta. <I cibi ricchi di luteina proteggono dalla maculopatia, malattia degenerativa dell’occhio che oggi colpisce sempre più persone anche sotto i 50 anni>.

Bastano un paio di carote di media grandezza per fornire un buon apporto giornaliero di carotenoidi. Per sfruttare al meglio le loro proprietà andrebbero mangiate crude ma anche cotte vanno bene perché i carotenoidi resistono bene al calore. Un filo d’olio aumenta la biodisponibilità di queste sostanze che sono liposolubili. Ottime per la vista anche le carote viola e nere: sono ricche di antociani, pigmenti antiossidanti.

Mirtilli e pupille

Vere miniere di antociani sono anche i mirtilli che, guarda caso, assomigliano alle pupille. <Gli antociani sono pigmenti antiossidanti che rafforzano le pareti dei capillari della retina e migliorano la capacità di adattamento al buio> dice Fiorella Coccolo. <Secondo la medicina cinese i mirtilli come tutti gli altri piccoli frutti di bosco sono indicati per gli occhi proprio per la somiglianza con questi organi>.

Asparagi toccasana per i vasi linfatici

Con la loro forma allungata gli asparagi ci ricordano da vicino i vasi che, nel nostro corpo, provvedono a convogliare dai tessuti la linfa carica di tossine asciugando ritenzione idrica e cellulite. La somiglianza si spinge oltre: questi germogli si sviluppano da un reticolo che corre sotto terra proprio come avviene per il sistema linfatico sotto pelle.

Molto ricchi di potassio gli asparagi sono fortemente diuretici e lasciano nelle urine un inconfondibile impronta olfattiva dovuta a composti contenenti zolfo. I turioni (la parte commestibile dell’asparago) si trovano in primavera, stagione ideale per disintossicarsi. Dagli asparagi violetti di Albenga (presidio Slow Food) a quelli bianchi di Bassano fino agli asparagi selvatici, sottili e verdissimi che si trovano all’inizio della primavera, sono oltre 200 le varietà di asparagi diverse per colore gusto e consistenza. Segnature: gli ortaggi e frutti che fanno bene agli organi a cui assomigliano.

Fagioli come i reni

Ci avete mai fatto caso? I fagioli hanno la stessa forma dei reni e in effetti aiutano a disintossicare questi organi. <I legumi, protagonisti della dieta mediterranea, sono alimenti proteici vegetali che non appesantiscono il metabolismo e di conseguenza salvaguardano le funzioni renali> spiega Fiorella Coccolo. <In particolare sono indicati gli azuki, fagioli rossi ricchi di fibre, calcio e vitamine che la macrobiotica consiglia per rafforzare i reni. Questi legumi vanno semplicemente lessati o preparati in crema, e fa bene anche bere l’acqua di cottura (un bicchiere al giorno per quattro giorni alla settimana). Ottimi anche i fagioli neri che sono indicati per l’area genitale>.

Cuore, licopene e pomodori

Rosso, morbido e con quattro cavità piene di liquido. Cos’è? Il cuore, naturalmente, e il pomodoro che soprattutto nella varietà “cuore di bue” assomiglia straordinariamente al nostro organo. <I pomodori sono la fonte principale di licopene, toccasana per l’apparato cardiocircolatorio> spiega Fiorella Coccolo. <Questa sostanza appartiene alla categoria dei carotenoidi, potenti antiossidanti in grado di opporsi all’invecchiamento cellulare. Il licopene inoltre si allea con le lipoproteine “buone” HDL per impedire l’ossidazione del colesterolo e la trasformazione in grasso “cattivo” che occlude le arterie>.

Per godere dei benefici del pomodoro non è necessario consumarne grandi quantità: bastano 200 grammi al giorno a crudo oppure un piatto di pasta al sugo per ottenere i 10 mg di licopene raccomandati. E’ c’è un’altra buona notizia. La cottura aumenta la biodisponibilità del licopene, quindi ok a piatti con sugo rosso. Importante invece che i pomodori, di qualunque varietà, siano sempre ben maturi quando si usano a crudo.

Avocado, un bel pancione per la fertilità

La forma arrotondata e un po’ a pera e, nel “pancione”, un nocciolo che sembra il simbolo della maternità. Se si aggiunge il fatto che l’avocado ci mette giusto nove mesi a maturare si avrà un frutto perfetto per favorire la gravidanza. Uno dei nutrienti che questo frutto contiene in maggiore quantità è la vitamina E o tocoferolo, detta vitamina della fertilità (il nome scientifico racchiude la parola greca tokos, parto). L’avocado contiene anche acido folico, responsabile della sana crescita del bebè in pancia. Un solo avocado dà un quarto del fabbisogno giornaliero di questa sostanza che in gravidanza sale a 0,4 milligrammi.

Segnature: gli ortaggi e frutti che fanno bene agli organi a cui assomigliano

In più la bella “confezione” dell’avocado con la sua buccia verde scuro e la polpa burrosa regala ottimi grassi insaturi dagli effetti anticolesterolo. Finché c’è la buccia, si sa, questi grassi sono ben protetti ma si ossidano velocemente all’aria, un ottimo motivo per consumare questo frutto subito dopo averlo aperto.

Comunque, una spruzzata di succo di limone fresco evita che si annerisca e alleggerisce il gusto burroso. Attenzione all’acquisto: meglio comprare avocado ancora un po’ sodi (la polpa deve cedere leggermente) e farli maturare in casa in un sacchetto di carta. Se il frutto è troppo morbido la polpa è già passata e va buttata: i grassi irranciditi fanno male.

Fichi e melagrane, bebè in arrivo

La medicina popolare attribuisce ai frutti ricchi di semi proprietà quasi magiche per la fertilità. E in molti casi non a torto. La melagrana, con la sua “pancia” piena di semi/bambini è un classico esempio, ma è anche un concentrato di potenti antiossidanti (acido ellagico) e di fitoestrogeni naturali, ideali per nutrire una nuova vita.

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Invece, a proposito di fertilità maschile, come non citare i fichi? Assomigliano in tutto e per tutti ai testicoli, al punto che nell’antica Grecia venivano prescritti agli uomini con problemi di fertilità. Il frutto in effetti è rigonfio di semini ricchi di amminoacidi utili per stimolare la sessualità, oltre che di vitamine antiossidanti, zuccheri e minerali.

Segnature: gli ortaggi e frutti che fanno bene agli organi a cui assomigliano

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